Guida ai social network. Come NON comunicare. La banalità di voler essere originali.

Nella comunicazione digitale, nei social network in particolare, è ricorrente la ricerca dell’originalità nel tentativo di distinguersi dalla banalità. Tuttavia, la ricerca dell’originalità a tutti i costi è un atteggiamento banale che finisce con l’essere falso e non vero, quando non manifestamente grottesco e patetico. Nella guida all’utilizzo dei social network nella comunicazione che trovi QUI, ne avevo già parlato. Ma adesso voglio spiegare questo aspetto messo in rilevo da Stefano Bartezzaghi, erede di Umberto Eco. Bartezzaghi è uno che dovrebbe essere invitato ogni giorno in ogni TalkShow televisivo e diffuso via Social come un mantra.

Banalità e luoghi comuni sui Social Network

Sappiamo tutti che Salvini è riuscito a utilizzare a proprio vantaggio i Social Network diffondendo proposte politiche per rispondere alle domande, alle esigenze ed alle paure di centinaia di migliaia di utenti. Lo ha fatto dando risposte pretestuosamente originali ad assunti banali. Banalità, luoghi comuni, semiotica, social network è anche il titolo dell’ultimo libro pubblicato da Stefano Bartezzaghi. È un’analisi dei segni e della comunicazione prodotti da Facebook, Twitter, Instagram.

Cosa fanno gli utenti ogni giorno sui Social.

Anche la pubblicazione della foto del gattino o l’orgia fotografica del cibo, accanto a quella delle pose più ricercate, non sono altro che banali sforzi di cercare a tutti i costi di essere originali. È la smania, dice Bartezzaghi, della società borghese di sfuggire ai luoghi comuni finendo per caderci dentro.

La diffusione del razzismo è il risultato prodotto da una risposta pretestuosamente originale, ad un assunto banale, la paura del diverso. Una risposta che prima era stigmatizzata dall’etica e dalla morale comune, ma che adesso è sdoganata dalla sua diffusione via Social.

Bartezzaghi invita a diffidare della diffidenza veicolata dai Social Network. Mi spiego. È vero che i Social rendono la comunicazione orizzontale, ma è anche vero che non è manifestazione di originalità diffidare sempre e comunque di chiunque dica qualcosa sui Social e nemmeno negare o oltraggiare le fonti. Spiega Bartezzaghi, se Burioni dice che bisogna vaccinarsi, la reazione non è più quella di riflettere sull’affermazione fatta da un medico riconosciuto. La reazione pretestuosamente originale è di diffidare della sua affermazione, di chiedere da chi è ispirata. In questo caso dalle case farmaceutiche, per esempio. 

Ed è anche grave che questo genere di originale diffidenza contro la normale banalità come può essere quella di vaccinarsi, sia utilizzata da chi non deve. Trump, ad esempio, dice tranquillamente che i giornali diffondono fake news. Ci sono autorevoli esempi anche in Italia. Quante volte Sgarbi ha lucrato con questo atteggiamento? 

La conoscenza contro la pretestuosa originalità dei Social Network. 

Essere banali non è un peccato, tutt’altro. È cercando di essere per forza originali che si finisce per essere banali. Bartezzaghi è un esperto di enigmistica e un cultore dei luoghi comuni. Un luogo comune, proprio perché è comune, contiene in se un elemento di verità che va poi isolato per capire qual è il pregiudizio che lo segue, in modo da orientare il giudizio. Visto da vicino – dice Bartezzaghi – nulla è davvero banale. In un rebus, più la frase risolutiva è banale, meglio viene il gioco. L’unica arma con la quale difendersi dall’assalto del populismo mediatico, della banale originalità dei Social è, come sempre, conoscere, documentarsi, sapere.  

È banale dire che tutti hanno il diritto di difendersi da chi entra in casa? Si certo, ma rispondere a questa banale paura suggerendo di dormire con un fucile accanto al letto è frutto di quella risposta pretestuosamente originale prodotta dal populismo mediatico. Il luogo comune, la banalità, è di potersi difendere se qualcuno entra in casa. La risposta pretestuosamente originale è quella di doverlo/poterlo fare con un fucile accanto al letto. In questo senso Salvini ha sdoganato il populismo mediatico trasformando un popolo di emigrati come quello italiano, in uno di xenofobi avverso agli emigrati. 

Nella logica del Social Network, nella logica di essere per forza originali, l’assalto alla banalità, l’idea di voler essere a tutti i costi fuori dal coro, rende possibile l’assunto che l’immigrazione è causa della povertà degli italiani, anche se non è vero. 

Questo risultato dovrebbe fare riflettere e indicare quale dev’essere la strada anche per avere successo nel mondo del marketing digitale. Io coltivo la banale convinzione che il limite di questo tipo di propaganda politica si vedrà presto. Vedo già adesso il limite del voler essere per forza originali nella comunicazione online e nel marketing digitale, che sfocia sempre più spesso nel patetico e nel grottesco.