Scopri come cancellare le notizie da Google. Guida all’oblio sul web

Le richieste di rimozione di un URL da Google per la tutela della reputazione online sono sempre più numerose. Genera molto fastidio e problemi seri di reputazione rendersi conto che i risultati di ricerca che ci riguardano possono includere recensioni negative o, peggio, che le notizie riportate da Internet e risultate dalla ricerca su Google possono includere vecchie vicende ormai superate nella vita reale, ma ancora presenti online. In sintesi, cresce sempre di più la consapevolezza degli utenti che esiste la necessità di gestione della reputazione online, che esiste la web reputation, la reputazione online, ovvero l’identità digitale da curare e tenere sotto osservazione.

Se hai pazienza in questa guida ti dirò come cancellare le notizie personali da internet, come proteggere i dati personali sul web, come ottenere il diritto all’oblio sul web.

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  • Tecniche per cancellare notizie da Google
  • Diritto all’oblio
  • Protezione dei dati personali

Cancellare gli URL da Google con le notizie sgradite o altre pagine web. Le tecniche di Serp cleaning

La richiesta di rimozione degli URL da Google, l’eliminazione delle pagine di Google o di siti web esterni con recensioni negative o che raccontano notizie sgradevoli o diffamanti per te o la tua azienda si può soddisfare in più modi. Intanto alcune precisazioni, cancellare le notizie da internet:

  • non è una richiesta illegale;
  • è un obiettivo raggiungibile;
  • la privacy è sempre tutelata dalla legge.

Ecco come cancellarsi da Google. Tecniche per cancellare notizie da Google

Il motore di ricerca soddisfa le intenzioni di ricerca degli utenti per cui, se io utilizzo una frase di ricerca secca come, per esempio, Alfonso Piripillo, Google mi restituisce tutti i risultati più rilevanti che riguardano Alfonso Priripillo nei primi 10 risultati della sua prima pagina di ricerca. Quindi, per dirla in breve, per riuscire a cancellare o eliminare un link da Google o una o più pagine internet da Google si devono produrre nuovi contenuti rilevanti e di segno positivo pubblicati, su nuove pagine raggiungibili da nuovi URL. Come fare? Gli strumenti che ci servono sono:

  • Una buona strategia di content marketing;
  • Un sito web;
  • Uno studio sui Social Network più adeguati al tuo business o alla tua persona;
  • Una buona campagna di link building;
  • Un bravo consulente SEO.

Con questi strumenti e con un accorto calendario editoriale e di produzione di contenuti i risultati rilevanti per la keyword secca Alfonso Priripillo contenuti nella prima, seconda e terza pagina di Google saranno quelli che tu desideri, a meno che tu non sia il mostro di Firenze. In questo caso la vedo dura ma non impossibile se tu hai scontato la tua pena. Inoltre, aggiungo che c’è differenza tra:

  • cancellare un URL dai risultati di ricerca di Google;
  • cancellare una pagina dal web;
  • rendere irrilevanti sulla Serp gli URL di pagine sgradite, offensive, oltraggiose.

Nel primo caso ti dirò più avanti come fare per chiedere a Google di rimuovere un URL ma, ammesso che il grande G accolga la tua richiesta, al massimo potrai ottenere che l’URL in questione non sia più presente nell’indice di Google. Infatti, ed è il secondo caso, se vuoi far sparire una pagina web che ti riguarda e che ti offende o lede un tuo diritto, dovrai farne richiesta al web master del sito che la contiene. In questo caso, auguri. Ma se vuoi ottenere presto un risultato certo, ed è il terzo caso, conviene spingere il più in fondo possibile sulle Serp di Google gli URL e i Link delle pagine che vuoi eliminare.

Fin qui la tecnica di Serp cleaning, ma vado oltre per renderti più chiaro cosa significa concretamente cancellare le notizie che ti riguardano da Internet.

Come cancellare i risultati di ricerca di Google sgradevoli, ottenere il diritto all’oblio, proteggere i dati personali, tutelare la reputazione

Nonostante la richiesta più diffusa degli miei utenti sia quella di rendere quanto più visibili le pagine web dei siti che curo, ricevo anche richieste per ottenere il risultato contrario alla SEO, cioè quello di rendere introvabili alcune pagine web. La richiesta di eliminare da internet gli url delle pagine web che contengono informazioni e notizie su dati e fatti personali, è un diritto riconosciuto e tutelato dalla Corte di Giustizia UE, dalla Corte di Cassazione e dal Garante della Privacy. In sostanza, nessuno può pubblicare i nostri dati o informazioni personali, senza la nostra autorizzazione esplicita.

Tuttavia, può capitare di confondere il diritto all’oblio con il chiedere la rimozione delle pagine web che ti riguardano. Da questo punto di vista entra in gioco il diritto all’informazione. Se l’informazione pubblicata da una pagina web sul tuo conto, per quanto non possa essere a te gradevole, è oggetto di notizia non puoi vietare di pubblicarla. Una richiesta simile lederebbe il diritto all’informazione. Il dato curioso è che in Italia ci sono tantissime richieste di serp cleaning che, però, sempre meno spesso Google prende in considerazione. Infatti, un conto è la richiesta di protezione dei dati personali per le pagine di siti web che li rendono pubblici o li utilizzano in modo improprio e senza il nostro consenso, un’altra la pretesa di cancellare le pagine che contengono notizie o recensioni sgradite.

 

    Acconsento al trattamento dei dati personali (GDPR - Privacy Policy del sito web)

     

    Differenza tra serp cleaning, protezione dei dati e diritto all’oblio. La Corte di Giustizia Europea

    Diritto all’oblio

    Dal 2014 è stato predisposto un link attraverso il quale, a determinate condizioni, si può inoltrare la richiesta a Google per la rimozione di un url dal suo indice. La decisione è stata presa per adeguare il motore di ricerca alle disposizioni del nuovo regolamento europeo GDPR 2018 e alla sentenza della Corte di Giustizia UE che ha sancito il diritto all’oblio per i cittadini europei e la relativa richiesta di cancellare dal web gli url delle pagine con notizie e informazioni che si ritengono inadeguati, non più necessarieirrilevantieccessive, in relazione agli scopi per i quali erano state pubblicate. Tuttavia, sia Google che altre società di vertice dell’universo di Internet, così come diversi giuristi esperti di diritto della comunicazione, ritengono che non sia giusto non dare più a nessuno l’opportunità di poter svolgere delle ricerche in rete su notizie o fatti che riguardano singole persone, anche dopo diverso tempo trascorso dal momento in cui sono accadute. Ecco perché il compromesso tra diritto all’oblio e il diritto alla comunicazione e informazione è stato quello di riconoscere il diritto alla rimozione degli url dal solo motore di ricerca, rendendo più complicato rintracciarle, dal momento che gli url di quelle pagine restano comunque sui siti web che le hanno pubblicate.

    Case study sul diritto all’oblio. Il caso del Messaggero

    Il 14 gennaio 1990 il quotidiano “Il Messaggero” promosse un gioco a premi basato sulla riproposizione, più o meno casuale, delle vecchie prime pagine dello stesso quotidiano. Quel giorno a pag. 9 apparve la fotografia della prima pagina dell’edizione del 6 dicembre 1961. La pagina era stata riprodotta in maniera ridotta, ma era ben visibile un titolo che si riferiva ad un grave fatto di cronaca dell’epoca: “S.S. ha confessato di avere ucciso B.C.”, con la foto dell’autore dell’omicidio. Dopo 30 anni il tizio aveva parzialmente scontato la sua pena, poi era stato graziato dal Capo dello Stato e in quel momento era ormai reintegrato in società. Il tizio protagonista della vicenda fece causa al quotidiano per diffamazione e ottenne ragione dal Tribunale. La diffamazione era stata riconosciuta per mancanza del requisito dell’interesse pubblico della ripubblicazione di quella pagina. Un evento che sia stato oggetto di cronaca 30 prima non può essere riproposto, a meno che non sorga un interesse pubblico alla sua rievocazione. E’ questo il ragionamento seguito dal Tribunale che non nomina propriamente il diritto all’oblìo, ma evidentemente è ad esso che fa riferimento.

    Il diritto all’oblio e il diritto di cronaca

    La Cassazione, nel 2016, ha stabilito che il direttore o il responsabile di un sito web online è tenuto a rispettare la volontà di un cittadino che richieda la rimozione del suo nome dalle pagine web, dopo 24 mesi dall’avvenimento che l’aveva reso legittimo. Il Giudice ha stabilito che dopo un certo periodo di tempo il diritto di cronaca si estingue e i nominativi delle persone vengono archiviati sui siti Internet senza il consenso dei diretti interessati. Il reato in cui si rischia di incorrere in questo caso è quello di trattamento illecito dei dati personali. Per Legge il diritto all’oblio dei dati personali su Internet deve essere concesso da parte di tutti i siti web che ospitano il dato personale da oltre 24 mesi. E’ possibile promuovere una azione di risarcimento danni qualora il diretto interessato si veda negare l’accesso ai propri dati personali. In quei casi, la privacy non è protetta e il titolare del trattamento può essere denunciato.

    La protezione dei dati personali pubblicati online senza consenso

    In questo caso c’è veramente poco da dire. Secondo il regolamento GPDR e numerose sentenze dell’Alta Corte di Cassazione in Italia e della Corte di Giustizia Europea nessuno può permettersi di pubblicare i tuoi dati personali o dati di qualsiasi genere che ti riguardano, sempre che non siano oggetto di notizie o non ledano il diritto all’informazione, senza il tuo consenso. La norma del GDPR è molto esigente in questi casi e la tutela massima è estesa anche ai casi in cui sono state pubblicate senza consenso le tue immagini, per esempio della tua auto o moto con il numero di targa leggibile, anche sui social network da utenti comuni. Tieni presente che la cancellazione dell’url di una pagina da Google non significa che la pagina in oggetto non sia più sul web. L’url è rimosso dall’indice di Google, ma non dal sito web che l’ha pubblicata. Per ottenere il completo diritto all’oblio è necessario fare la richiesta direttamente al sito web che l’ha pubblicata, assistiti dalla consulenza di un SEO e di un avvocato che faccia valere il diritto all’oblio. Google, infatti, valuta ogni richiesta di cancellazione pervenuta cercando di “bilanciare i diritti sulla privacy e della persona, con il diritto di tutti di conoscere e distribuire le informazioni”. Un bilanciamento dei diritti che, primo tra tutti, opera il Garante della Privacy nelle fattispecie che è chiamato ad esaminare.

    La rimozione degli url da Google per i soli motori europei

    La consulenza di un SEO per la cancellazione di url dal web si rende necessaria perché, ovviamente, Google è tenuta ad osservare il vincolo di cancellazione degli Url richiesti soltanto dagli indici dei motori con estensione di uno dei paesi europei, sui quali ha giurisdizione la Corte di Giustizia UE. Ma quegli Url rimossi o de-indicizzati dai motori europei potrebbero essere rintracciati su tutti gli altri indici. Senza contare che potrebbero continuare ad essere rintracciabili su altri motori di ricerca. Google è preso ad esempio solo perché è, attualmente, il motore sul quale si svolgono il 90% delle ricerche degli utenti in UE.

    La rimozione delle notizie da Google è un processo molto delicato. Inserisci nel form la tua email e descrivi il motivo che ti ha spinto a cliccare su questa pagina. Esamineremo insieme il tuo caso senza alcun impegno da parte Tua

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