Scopri 3 motivi per fare webmarketing a Palermo

Succede spesso a noi che scriviamo, di credere che quello che vogliamo trasmettere con i nostri scritti sia abbastanza conosciuto da chi legge, ma molto spesso non è così. Scrivendo di Seo su un blog che tratta l’argomento, sembra superfluo dovere tornare a spiegare cosa significhi ma non c’è migliore esperienza di quella diretta nella vita e quando un mio amico da poco a Palermo, che segue e legge alcuni miei post che ho scritto su altre piattaforme, mi ha chiesto cosa fosse o cosa significasse Seo, mi sono detto che era ora di tornare a dire a cosa serve, ammesso che l’abbia mai fatto.

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Che cosa è diventato Facebook?

Per cercare di dare un’esauriente spiegazione della materia per chi non la conosce ancora, e non è solo a Palermo il gap di conoscenza sulla Seo, conviene partire dalle basi che proverò a descrivere con delle metafore. Provate a immaginare il web internet come un mare sconfinato dove nuotano miliardi di pesci. Il mare di Facebook è popolato da moltissimi pesci. Dal 2008 a oggi, Zuckerberg ha creato la seconda nazione del mondo dopo la Cina, con 1,3 miliardi di internauti che hanno un account Facebook nel mondo.

Chi sono gli utenti Facebook?

Prova a pensare ai pesci/utenti che navigano quel mare. Sono pesci strani, di tutti i colori e le forme, gusti diversi, desideri diversi, età diverse, dai più piccoli ai più grandi. Ogni azienda vorrebbe pescarne qualcuno e non é poi così difficile, perché fanno un po’ tutti la stessa cosa. Stanno, appunto, su Facebook per incontrare amici, conoscere gente nuova, curiosare tra i video pubblicati, guardano le notizie che appaiono, i post pubblicati dagli amici per commentarli o per far sapere agli altri come stanno o cosa hanno fatto. Non c’è più gran differenza tra pensare e andare su Facebook, come avviene con l’atto del bere, del mangiare o pedalare. Il gesto è automatico e con uno smartphone in mano, ci si collega a Facebook all’istante. Anche questa è una novità della rete degli ultimi anni. Con la diffusione del telefoni touch screen, la maggior parte delle ricerche sono fatte da cellulare. Quante volte mentre stiamo insieme agli amici ci è capitato di discutere di una cosa, di essere in disaccordo e di avere chiesto subito conferme al dottor Google per dimostrare le nostre ragioni? Dicevamo dei pesci/utenti del mare di Internet e di Facebook nello specifico. Sono utenti esigenti. Se pensano di comprare del vino, a esempio, cercano il migliore e magari non conoscono ancora quello del vigneto prodotto da un amico aggiunto da poco al profilo. O magari gli piace l’olio e hanno sentito spesso parlare di olio biologico. Sanno che l’olio del supermercato arriva chissà da dove. Non sanno però quanto costa al litro quello biologico. A conoscenti e parenti hanno sentito parlare di un negozio in cui si trovano prodotti biologici e hanno il vino e l’olio che costano quanto quelli dozzinali del super mercato. Ma come si chiama il negozio? E il suo proprietario? Qual è la via del negozio? Se alla prima ricerca l’utente trova il sito indicizzato del negozio che cerca, allora forse guarderà dentro per avere la conferma di quel che hanno sentito dire e possono decidersi a comprare l’olio e il vino o a fare visita al negozio. Ma se il sito non lo trovano al secondo tentativo, non lo cercheranno più.

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A quanto ammonta il tempo di permanenza su fb?

Quanto abbiamo fin qui detto riguarda tutto quello che si produce in beni e servizi. Dietro tutti i beni e i servizi prodotti c’è una persona, proprietario dell’azienda, che per 40 minuti al giorno si collega a Facebook. Quello che non immagina è che per 40 minuti al giorno stanno collegati insieme a lui 800 milioni di utenti, un millesimo dei quali (anche meno, molto meno) potrebbe diventare un suo cliente se solo conoscesse il suo vino, il suo olio, i suoi abiti sartoriali, i servizi che vende, la clinica che dirige, i lavori di idraulico che svolge, il menù del suo ristorante, la professione che svolge e chi più ne ha più ne metta. In questo senso Facebook e la rete sono mondi paralleli abitati da noi.

Ok. Detto questo? Cos’è la Seo anche a Palermo?

Io mi sono permesso di reinventare l’acronimo di Seo, da Search Engine Optimization, cioè tutte le azioni volte a ottimizzare la presenza dei siti sui motori di ricerca, a “Scritti Empirici Orientati”. Perché? Intanto è bene chiarire che fare Seo significa compiere tutte le azioni tecniche sul blog, o sul sito, per far si che si posizioni tra i primi posti del motore di ricerca, la Serp. L’utente digita il nome del sito e lo trova il primo su Google. Si va beh. Se il sito si chiama Acqua dei Miracoli e lui lo sa, funziona così. Ma se l’acqua dei miracoli è minerale e io cerco su Google, acqua minerale in Sicilia e il sito Acqua dei Miracoli non mi esce tra le prime posizioni allora c’è un problema che va risolto, perché l’azienda Acqua dei Miracoli ha venduto una bottiglia in meno, perché il sito non è stato trovato da chi ha compiuto la ricerca in rete. Come si fa a risolvere questo problema? Con l’attività Seo. Ecco perché “Scritti Empirici Orientati”. Quello che c’è “Scritto” su un sito dovrebbe essere basato sull’”Empirismo” Seo, cioè l’esperienza che permette di essere tra i primi sulla pagina di un motore di ricerca, quando un utente cerca una frase per la quale i siti o i blog sono “Orientati” per essere indicizzati e trovati sulla rete, come per esempio Acqua Minerale Sicilia. Digitando questa frase su Google esce per primo l’indirizzo www.acquadeimiracoli.it da quando qualcuno ha fatto la Seo sul sito. Adesso, l’utente che ha fatto la ricerca acqua minerale sicilia ha trovato tra i primi risultati sulla pagina google, Serp, il sito Acqua dei Miracoli e può comprare la bottiglia d’acqua. A questo punto, tutti gli imprenditori e produttori di beni e servizi a Palermo e provincia e anche di più, dovrebbero chiamarmi al telefono (il numero è scritto sotto) o scrivere una email (l’indirizzo è segnato nella pagina contatti) o chiedermi attraverso la mia pagina Facebook – Roberto Conigliaro Seo Palermo – quanto costa fare la Seo per il loro sito, per l’account Facebook, Google Plus, Google Business, Linkedin.

Perché fare Seo? Per almeno 3 motivi connessi tra loro

Aumentare la visibilità in rete del sito o meglio del blog

Aumentare le visite

Aumentare le vendite

Se il sito dell’Acqua dei Miracoli o dell’olio biologico di contrada Filomena o del vino di contrada Vattelapesca, sono i primi della lista per le parole o frasi indicizzate, acqua minerale Sicilia, oppure, olio biologico Sicilia, o, vino doc in Sicilia, l’utente che digita quelle keyword vede di sicuro nel motore di ricerca i siti di riferimento. Se i siti si appaiono si possono visitare, se si visitano, si può comprare. Quindi, anche per le aziende di Palermo, la Seo aumenta in modo esponenziale la possibilità di fare business e vendere più prodotti e servizi