Tecniche Black Hat su Google. L’altro lato del posizionamento.

Le tecniche per posizionare un sito web per frasi di ricerca sono condizionate dallo sviluppo dell’algoritmo del più famoso motore di ricerca del mondo, ossia Google. È lui che detta le regole della SEO. Queste regole sono visibili e consultabili da tutti. Sono le linee guida di Google. La Magna Charta della SEO. 

Quindi, dopo averti parlato di una serie di buone tecniche per posizionare un sito web che puoi consultare facilmente QUI, è arrivato il momento di parlare di Black Hat SEO.

Attenzione. C’è differenza tra BlackHat SEO e Negative SEO. La Negative SEO è un’insieme di tecniche dirette a danneggiare un sito concorrente. Non si fa. 

Quali sono le tecniche principali della Black Hat SEO per prendere in giro Google

Lo scopo dell’algoritmo di Google è quello di “individuare, nel suo immenso archivio di pagine HTML, il contenuto più utile a soddisfare le intenzioni dell’utente espresse con la frase digitata sulla barra di ricerca”.

Per fare della buona SEO è opportuno adeguarsi alle linee guida prodotte da Google. Niente di più, niente di meno. Tuttavia, l’algoritmo è una macchina e funziona secondo schemi matematici.

Le tecniche della Black Hat SEO, della Seo oscura, di quella votata al Male, che produce una penalizzazione da parte di Google ma che, proprio come Anakin Skywalker, alias Dart Fener, solo dopo si sono state convertite al male, sono le seguenti: 

  • Testo nascosto: Se hai un motivo per utilizzare un testo, per esempio per aumentare la frequenza di una parola chiave, puoi nasconderlo agli utenti ma non ai motori di ricerca pubblicandolo con lo stesso colore dello sfondo della pagina. 
  • Link nascosti. I link nascosti sono link presenti in pagina, ma non visibili. Hanno lo stesso colore del testo e non si manifestano al passaggio del mouse.
  • Pagine doorway o gateway: Sono pagine create solo per l’indicizzazione e il posizionamento del sito web. Non hanno nessuna utilità per l’utente. Sono pagine create per spingere attraverso un tag canonical, per esempio, altre pagine alle quali trasferire ranking.
  • Pagine Cloaking: Sono pagine dinamiche, che hanno tutte lo stesso URL ma che consentono una lettera diversa a seconda dell’utente, umano o informatico. Il cloaking è lecitamente utilizzato quando un visitatore richiede una pagina da un browser localizzato. In questi casi il sistema cloaking restituisce la pagina più utile individuata per la lingua di rifermento dell’utente che l’ha cercata. Proprio per questo motivo, il cloaking è (era) una delle tecniche più sofisticate di BlackHat. Una pagina in cloaking può capire se viene richiesta da un utente o dallo spider di un motore di ricerca: Nel primo caso mostra la pagina normale, nel secondo quella piena di keyword utili al posizionamento.
  • Keyword stuffing: è l’aumento della frequenza delle parole chiave dentro il contenuto di una pagina. Aumentando la frequenza della parola chiave, che può anche essere nascosta alla visualizzazione in chiaro, aumenta la probabilità che sia scelta dal motore di ricerca per quella parola chiave. 
  • Desert scraping: è una tecnica non proprio Black, che consiste nell’individuare contenuti presenti in domini e pagine HTML non più indicizzati da Google, per riutilizzarli nei propri siti sfruttandone il potenziale.
  • Link spam: Con questa tecnica si punta ad aumentare in modo innaturale il potenziale dei link in entrata, che è il maggior fattore di ranking.

L’era della SEO Bianca

C’era una volta un motore di ricerca, Google, che si impose perché i suoi fondatori riuscirono a creare un algoritmo in grado di aggregare le pagine migliori per chiave di ricerca, presenti in tutti gli altri motori esistenti. 

È sempre stata questa la mission di Google, solo che è cambiato il significato della parola “pagina migliore”. Prima dell’avvento di Penguin la pagina migliore per query digitata era quella individuata dal motore di ricerca secondo regole matematiche. Dopo Penguin, la migliore pagina è quella che soddisfa l’utente. Prima di Penguin le tecniche sopra descritte erano normalmente adottate dai SEO per posizionare i siti con le “paroline magiche”. Ma le pagine posizionate con quelle tecniche non erano utili agli utenti. Per la maggior parte contenevano un lungo elenco di parole chiave quasi senza senso e, soprattutto, senza alcun valore. Per questo motivo oggi Google le penalizza e ha costretto i Seo a puntare tutto, o quasi, sulla qualità e sul valore della pagina.

 L’obiettivo di posizionamento Seo di un sito web

Tuttavia, l’obiettivo del posizionamento SEO di un sito web su Google è relativo alla strategia elaborata per conseguirlo. Se mi trovo davanti un modello di Business in scadenza, un’offerta a tempo, un servizio da promuovere al più presto perché poi si esaurisce, allora un SEO può anche prendere in considerazione alcune delle tecniche di Black Hat SEO consapevole del fatto che, presto o tardi, Google penalizzerà il sito che contiene le pagine posizionate con quei metodi.

Il significato di Seo organica

Ma nella maggior parte dei casi, una buona strategia Seo è applicata a modelli di business duraturi, a siti web che hanno un obiettivo di posizionamento di lunga durata. Un risultato di questo genere si consegue producendo contenuti di “valore” per l’utente. Anche perché, se ho davvero bisogno di promuovere un certo servizio posso sempre sfruttare le potenzialità di Google ADS. Faccio prima e trasferisco “valore” al sito web.

Un pò come quello che spero di aver prodotto io con questo post, con il quale ho cercato di soddisfare il tuo intento di ricerca e di conoscenza e informazioni sulla Black Hat Seo da somministrare a Google. 

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