Il Brand Journalism e la vicenda Rossi-Marquez?

Giacomo Agostini, il grande campione di MotoGP degli anni 70, è stato intervistato e ha detto la sua sulla vicenda Rossi-Marquez. Nell’intervista Agostini ha detto che pur comprendendo il gesto, Rossi meritava la sanzione per il calcetto contro Marquez, anche se quest’ultimo l’aveva molestato per tutto il GP di SepangCome tutti sappiamo, forse a causa di quel calcetto Marc è caduto ma Valentino non può giocarsi il mondiale come dovrebbe, perché è stato penalizzato e costretto a partire dall’ultima posizione al prossimo e ultimo MotoGP di Valencia.

Nel corso di questa settimana, sono arrivate migliaia di attestazioni di stima nei confronti di Rossi e il pluricampione del mondo di MotoGP ha ringraziato tutti su Facebook per il sostegno ricevuto e le attestazioni di stima che ha raccolto dopo i fatti di Sepang.

Ha cercato di fare altrettanto il suo rivale, Marc Marquez, che in un video pubblicato sulla sua pagina mentre va in bici ha voluto ringraziare anche lui i suoi supporter ma con il risultato di aver ricevuto una valanga di insulti e attestazioni di disistima da parte di migliaia di utenti Facebook.

Marquez non ha probabilmente un buon consulente di brand Journalism.

La controversia tra i due piloti sta avendo anche conseguenze più gravi di quelle che coinvolgono la pista e il titolo mondiale di MotoGP. In un articolo di Repubblica si rende noto che la Honda è preoccupata per il calo delle vendite che potrebbe avere sul mercato italiano e non solo.
I motociclisti potrebbero penalizzare negli acquisti il brand giapponese, per via delle reazioni emotive negative causate dal comportamento in pista a Sepang del suo pilota, Marquez, non tanto per quel che é accaduto ma perché è incomprensibile, dal momento che lui era fuori dalla competizione per il titolo. La sua provocazione nei confronti di Rossi ha compromesso il risultato del mondiale. Nessuno saprà mai chi tra i due contendenti, Rossi e Lorenzo, è il più forte, a meno che il pilota italiano della Yamaha non compia il miracolo.

Il caso Rossi-Marquez è simile a quello della Volkswagen e dell’assenza di comunicazione orizzontale tra un brand e gli utenti. Un compito che coinvolge anche il Seo specialist Palermo.

In questo caso, il consulente di brand Journalism della casa giapponese ha però fatto di necessità virtù e l’AD della Honda pare che voglia correre ai ripari con una dichiarazione di stima per entrambi i piloti, da rilasciare all’inizio della prossima settimana. Invece, il consiglio dato a Marc di pubblicare quel video di ringraziamento su Facebook è stato sbagliato nella forma e nella sostanza. Tutti si aspettavano da lui una giustificazione del suo comportamento, cosa che Valentino Rossi ha fatto subito dopo la fine della gara. Lui, invece, sembra voler perseverare nell’errore o nel ruolo di vittima che voleva ritagliarsi. Che abbia ragione o no, sarebbe stato meglio pensare ad un messaggio più tempestivo ed efficace per testare le reazioni degli utenti.

Non è che a Jorge Lorenzo vada meglio ma almeno sul suo profilo Facebook  non c’è traccia di suoi post relativi all’incidente tra il connazionale, Marc Marquez e il suo compagno di scuderia Valentino Rossi e i commenti negativi degli utenti sono sui suoi post, che raccontano della sua preparazione per la gara conclusiva di Valencia. Anche lui era a rischio default comunicazione, dopo le sue dichiarazioni contro Rossi subito dopo la gara di Sepang ma esce dalla vicenda quasi indenne e senza conseguenze per il Brand Yamaha. Può darsi che abbia dei consulenti di brand Journalism più efficaci di quelli di Marquez. E se ci fossero ancora dubbi, a conferma di quanto affermo, ecco la dichiarazione di Lorenzo senior, che prende le difese di Valentino e fa dimenticare le affermazioni del figlio Jorge subito dopo la conclusione della gara di Sepang.

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